Vita da Camionista

Viaggio on the road a bordo di un Camion in giro per l'Europa

Il ritratto di Iwona Blecharczyk

Classe 1987, Iwona Blecharczyk nasce a Przemyśl (Polonia) il 24 settembre di quasi 27 anni fa. Mani curate e viso raggiante, sembra tutto tranne che il prototipo della donna camionista. 176 cm per 65 kg di peso, ha più le sembianze della modella che di una donna rude o trasandata come si potrebbe immaginare una camionista. E forse anche per questo nel 2007 è tra le 16 finaliste di Miss Polonia.

Capelli biondi e grandi occhi verdi, già all’età di 19 anni guida i mini-bus che dalla Polonia portano i turisti sino in Inghilterra. Inizia a girare l’Europa, e a macinare oltre 14.000 km al mese a bordo dei TIR…, a soli 23 anni, il tutto grazie alla H.Essers che circa tre anni fa l’assume presso la sua sede polacca.

Figlia di due presidi delle scuole primarie. Come nella migliore tradizione, appena maggiorenne, subisce le pressioni dei genitori che la “invitano” a seguire le loro orme. Così, dopo il liceo, inizia a frequentare la scuola triennale per educatori. Tuttavia Iwona sente dentro di sé che non è quella la sua strada e così, durante i week-end, inizia a fare l’autista di mini-bus per guadagnare i soldi utili al coronamento del suo sogno: diventare una camionista professionista.

Grazie a questo lavoro nel 2011 consegue la patente CE e una speciale certificazione che di norma possiedono solo i titolari delle imprese di trasporto. “Ho studiato e lavorato sodo per riuscire ad ottenere la patente, la certificazione e il diploma d’insegnante in soli tre anni. Sono stati anni duri, ma ce l’ho fatta”.

Con il diploma in mano inizia a lavorare come insegnante d’inglese per bambini: “in un solo anno mi sono convinta ancora di più che quel lavoro non faceva per me. Ero poco motivata e ritengo che l’insegnante sia un lavoro che va fatto con passione, perché si ha la responsabilità del futuro dei propri alunni. Così, dopo un anno, ho deciso di lasciare, nonostante il parere contrario dei miei genitori. Mi sono rimboccata le maniche ed ho iniziato ad inviare centinaia di CV a tutte le aziende di trasporto della Polonia. Ma quasi nessuno mi ha risposto, così, delusa, ero quasi pronta per firmare un nuovo contratto annuale come insegnante, ma proprio una settimana prima della firma è arrivata la chiamata della H.Essers!”

Iwona Blecharczyk al lavoro

Iwona Blecharczyk al lavoro

Ha un coraggio e una determinazione da vendere Iwona, lo noto quando mi parla con freddezza dei rischi di furti o rapine che subiscono i camionisti. E quando le chiedo se tutto ciò le fa paura, risponde: “certo che ho paura, ma cosa posso fare per cambiare le cose? Nulla. Quindi continuo per la mia strada e cerco di stare attenta”. Impeccabile.

I suoi occhi brillano quando mi racconta dei sacrifici e delle ostilità familiari che ha dovuto superare per ottenere ciò che voleva. Questo lavoro, per quanto duro e faticoso, lo ama. Non c’è dubbio. Tuttavia Iwona ha anche un’anima sensibile e romantica che non ti aspetteresti da chi ha scelto un mestiere così (tra le sua passioni c’è anche quella di suonare il pianoforte). Me ne accorgo quando a cena, per rendere un po’ più calda la fredda atmosfera dell’area di sosta, accendo una candela e mi dice: “l’hai presa dal camion? Perché ne ho tante lì dentro”. In realtà la candela era mia… e così lei me ne fa trovare due accese la mattina dopo a colazione.

Mi confessa che ama molto dormire e oziare durante il tempo libero, ma paradossalmente ha scelto un mestiere che il sonno te lo distrugge. Dentro di lei sembrano convivere due anime opposte: una forte e solitaria, che la spinge a continuare con determinazione il duro lavoro del camionista, e l’altra delicata e sensibile, che la porta a dormire con il suo orsacchiotto marrone e ad ammirare con lo stupore di una bambina i vari paesaggi che attraversa con il suo camion.

Il letto di un camion

L’orsacchiotto che tiene compagnia ad Iwona

Ed infatti, durante tutto l’on the road, non faccio in tempo a calare lo sguardo per aggiornare il blog che Iwona richiama la mia attenzione per mostrarmi qualcosa: un castello; un ponte suggestivo; un panorama mozzafiato. Nonostante sia attentissima alla guida riesce a scovare i paesaggi più belli con naturalezza. Dopotutto questo lavoro lo ama anche per i magnifici scenari che riesce a regalarle (tipo il ponte di Millau che immortaliamo in questo video) e si vede.

Ma Iwona è anche un’ottima compagna di viaggio che mai si sottrae alle mie domande e cerca di aiutarmi a capire meglio questo complicato mondo dell’autotrasporto. Come una perfetta padrona di casa si assicura che abbia tutto ciò che mi serve e, tra un sorriso e l’altro, il nostro viaggio in cabina diventa divertente e piacevole, nonostante le fatiche del lavoro quotidiano.

Il suo carattere simpatico ed estroverso, tuttavia, le ha creato più di qualche problema in passato: “nei primi tempi ero molto aperta e disponibile a trascorrere del tempo con gli altri colleghi, ma poi ho capito che molti pensavano che questa mia disponibilità fosse mossa da interessi particolari. Così dopo qualche esperienza negativa ho iniziato a prendere le distanze. Gli autisti più anziani poi, non mi prendono molto sul serio, pensano che sia qui solo per divertimento e che tra qualche anno mollerò, ma almeno hanno più rispetto della mia persona poiché mi vedono un po’ come una loro figlia. Mentre i colleghi più giovani mi considerano una loro pari, ma sono meno rispettosi sul piano sessuale”.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, giura che il rapporto con le altre colleghe camioniste sia ottimo: “non c’è alcuna competizione tra noi, molte di loro mi ammirano e mi spronano a continuare sulla mia strada, anche su Facebook mi seguono e mi commentano con piacere. Sono contenta di questo. Solo una di loro sembra avercela con me, ma non si può piacere a tutti”.

La fama che si è saputa costruire non l’ha cambiata più di tanto. Anzi, teme che la gente pensi che lei faccia questo lavoro solo per apparire e far parlare di sé, ma assicura che non è assolutamente così: “io adoro questo lavoro e ho aperto la mia pagina Facebook solo per far vedere a tutti cosa significa fare il camionista. Anche i video che metto su youtube servono a questo. Di recente ho ricevuto varie proposte per diventare testimonial a pagamento per alcune aziende, però non voglio che la mia immagine sia compromessa e vista come ‘in vendita’. Sino adesso ho accettato di essere testimonial (a titolo gratuito) solo per la campagna Truckers Life poiché a scopo benefico. Certo, non posso escludere che in futuro possa cambiare idea, ma in generale voglio rimanere con i piedi per terra”.

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Il Viadotto di Millau che incontriamo durante l’on the road

Ed effettivamente Iwona ama così tanto fare la reporter che ha il computer pieno zeppo di foto e video che ritraggono i momenti vissuti dai suoi primi giorni di esperienza sino ad oggi. Migliaia di foto e centinaia di video amatoriali con i quali si potrebbe letteralmente creare un film. Files che dimostrano quanto Iwona abbia nel sangue essere la reporter di sé stessa e dei luoghi che ha visitato. Il suo canale youtube è solo una naturale conseguenza di questa sua passione, peccato che in realtà vi sia solo una piccolissima parte di tutto ciò che possiede.

Altra sua grande passione sono i vestiti, che lei disegna, realizza e poi vende. “Mi manca molto questa parte di me, per adesso non ho molto tempo per creare i miei vestiti, ma in futuro voglio aprire il mio atelier”.

A proposito di futuro, su questo aspetto ha le idee chiarissime: “guiderò in Europa per un altro paio d’anni al massimo, poi voglio andare assolutamente negli USA e stare li per alcuni anni. Adoro i camion americani e il loro design, così come le immense strade statunitensi. Sogno da sempre di poter guidare lì e quindi l’America è una tappa obbligatoria. Poi, fra circa 5 anni, vorrei rientrare definitivamente in Polonia, acquistare un camion e fondare la mia compagnia di trasporto. In futuro conto di avere dei dipendenti, far crescere la mia attività e così avrò il tempo per dedicarmi alle mie passioni”.

Iwona_Blecharczyk e il camion americano

Non c’è una famiglia tra le sue priorità imminenti, ma ovviamente ci pensa. “Ho ancora 26 anni, quindi posso realizzare i miei sogni. Se dovessi avere un bambino adesso rischierei di passare il resto della mia vita a rimpiangere ciò che non ho potuto realizzare. Non vedo però la famiglia come una cosa negativa, anzi mi vedo bene persino a casa dedicata a tempo pieno ai miei bambini, ma non adesso”.

Tutta questa determinazione e sicurezza di sé, però, per un attimo traballa quando le chiedo in modo diretto: Perché, perché hai scelto un lavoro così stancante e difficile?

“Non lo so con esattezza, sono tanti i fattori che mi hanno spinto a diventare una camionista. Amo la libertà, i bei paesaggi e i motori in generale. Questo mestiere ti aiuta a metterti in discussione, a scoprire parti di te che magari prima non conoscevi. E’ difficile spiegare cosa provo, ma posso dirti con certezza che questo lavoro è come una droga, se inizi difficilmente smetti”.

1 Comments to “Il ritratto di Iwona Blecharczyk”

  1. Marina scrive:

    Sono marina, taxista di Conegliano , ammiro molto ivona, non deve essere un lavoro facile, ed io sono anche mamma di un bimbo di 6 anni, e faccio molte ore di lavoro
    Complimenti ivona, peccato non ti possa scrivere

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