Vita da Camionista

Viaggio on the road a bordo di un Camion in giro per l'Europa

Corso di guida sicura camion: i video degli esercizi in pista

Vita da camionista, grazie alla sponsorizzazione della divisione TTS (Tachigrafo, Telematica e Servizi) di VDO, brand del Gruppo Continental, e la partnership della FIAP (Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali), ha portato in pista quattro autotrasportatori per formarli ad una guida più sicura ed attenta. In pista, ovviamente, anche Iwona Blecharczyk la bella camionista che ci ha accompagnati durante il nostro on the road in giro per l’Europa.

Obiettivo dell’iniziativa: formare quattro portavoce della sicurezza stradale che, grazie alla professionalità degli istruttori della scuola di guida sicura di ACI Vallelunga, hanno appreso sulla loro pelle che, spesso, non bastano tanti anni di esperienza sulla strada per guidare in sicurezza o reagire prontamente davanti alle situazioni di emergenza.

Oltre ad Iwona Blecharczyk sono scesi in pista con noi: Simone Quaggio (34 anni, camionista da 15); Rosa Di Gregorio (36 anni, camionista da 17 e fondatrice di Lady Truck Driver); Fabio Mosca (24 anni, già da 5 sulla strada).

Qui di seguito i video che vi permetteranno di assistere ad un vero e proprio mini-corso dedicato alla guida sicura. Ovviamente non bastano pochi minuti davanti al pc o alla smartphone per formare in modo adeguato un camionista, pertanto la nostra speranza è che, dopo aver appreso alcuni concetti di base grazie ai video, gli autotrasportatori scelgano di effettuare un vero corso di guida sicura, magari grazie anche alla collaborazione delle aziende di trasporto. Comprendiamo che la crisi non aiuti, ma è bene ricordare che ogni euro investito in sicurezza stradale può portare benefici a tutti, sia alle aziende (che evitano così danneggiamenti ai mezzi o alle merci) che alla collettività”.

Alla fine del corso la FIAP ha voluto conferire a Iwona Blecharczyk, Simone Quaggio, Rosa Di Gregorio, Fabio Mosca, la tessera di socio ad honorem della Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali considerato che, prestandosi con grande impegno a questa importante iniziativa formativa, hanno dato un importante contributo alla diffusione della cultura di sicurezza stradale.

Buona visione

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SmartLink di VDO: il Cronotachigrafo a portata di smartphone

Per molti autotrasportatori la gestione del cronotachigrafo, attraverso il piccolo schermo di cui lo strumento è dotato, può risultare macchinosa o poco intuitiva. Anche tenere sotto controllo tutti i dati presenti nello strumento non è semplice anche per i più navigati. Ecco perchè VDO, azienda leader nella produzione dei cronotachigrafi digitali, ha recentemente introdotto lo SmartLink che, con l’APP “TIS-Web Fleet“, trasformano lo smartphone in un’interfaccia di comunicazione tra conducente, tachigrafo e gestore della flotta.

Per conoscere meglio da vicino questo innovativo sistema abbiamo incontrato Dario Allevi di VDO Italia che ci ha spiegato come funziona questo innovativo sistema. (altro…)

Il ritratto di Iwona Blecharczyk

Classe 1987, Iwona Blecharczyk nasce a Przemyśl (Polonia) il 24 settembre di quasi 27 anni fa. Mani curate e viso raggiante, sembra tutto tranne che il prototipo della donna camionista. 176 cm per 65 kg di peso, ha più le sembianze della modella che di una donna rude o trasandata come si potrebbe immaginare una camionista. E forse anche per questo nel 2007 è tra le 16 finaliste di Miss Polonia.

Capelli biondi e grandi occhi verdi, già all’età di 19 anni guida i mini-bus che dalla Polonia portano i turisti sino in Inghilterra. Inizia a girare l’Europa, e a macinare oltre 14.000 km al mese a bordo dei TIR…, a soli 23 anni, il tutto grazie alla H.Essers che circa tre anni fa l’assume presso la sua sede polacca.

Figlia di due presidi delle scuole primarie. Come nella migliore tradizione, appena maggiorenne, subisce le pressioni dei genitori che la “invitano” a seguire le loro orme. Così, dopo il liceo, inizia a frequentare la scuola triennale per educatori. Tuttavia Iwona sente dentro di sé che non è quella la sua strada e così, durante i week-end, inizia a fare l’autista di mini-bus per guadagnare i soldi utili al coronamento del suo sogno: diventare una camionista professionista.

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Sino a 30 ore di guida, anfetamine e (tanti) divorzi

E’ questo lo spaccato, triste e sconvolgente, che scopro a cena durante il secondo giorno di Vita da camionista.

Iwona è famosissima tra gli autisti europei (specie dell’Est), quindi, mentre cucino, alcuni camionisti la riconoscono e la salutano. Io approfitto dell’occasione per chiamarli e, con la complicità della mia amica, li invito a bere qualcosa con noi. Apro la bottiglia di vino prevista per la cena (dopotutto la pausa sarà di circa 9 ore) e conquisto subito i loro sorrisi. Tra un brindisi e l’altro alla fine i “colleghi” si aprono e mi raccontano della vita ‘on the road’ che ormai sono abituati (costretti) a vivere.

Mi spiegano che compagnie di trasporto li “spediscono” come pacchi postali nelle aree di sosta europee in attesa di nuovi ordini. Vengono tutti dall’Est, esattamente dalla Polonia e l’Ucraina. I loro nomi e i loro volti, per ovvi motivi, resteranno anonimi.

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Dormire in cabina: a volte è impossibile

Dopo averlo vissuto sulla mia pelle posso chiederlo con forza: dovrebbero rendere obbligatorio per legge, oltre ai vari nuovi sistemi di sicurezza per i camion, anche il sistema di aria condizionata ausiliario (caldo/freddo)! Io pensavo che ci fosse già su tutti i camion, ma ho scoperto che non è così. Sul nostro MAN, che ha solo due anni di vita, c’è esclusivamente la possibilità di accendere il riscaldamento a motore spento. Mentre per l’aria fredda si dovrebbere accendere il motore…

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Furti, clandestini e danneggiamenti: gli incubi dei camionisti

Fermarsi nelle aree di sosta o nelle stazioni di servizio, specialmente per lunghe soste, è un vero incubo per i camionisti. Sapevo già, prima di partire per Vita da camionista, che i furti di carburante sono una consuetudine in questo mondo, ma vivendo in prima persona i vari rischi, mi sono accorto delle ulteriori difficoltà che questa professione si trova costretta ad affrontare.

Non bastano le estenuanti ore di lavoro (già massacranti se si è in regola, figuriamoci quando non lo si è), i pasti veloci che ti costringono a ripartire con ancora il boccone in bocca, gli imprevisti lungo il tragitto e tutte le altre cose che vi ho raccontato durante questo on the road, no… per i camionisti quello che dovrebbe essere uno dei momenti più belli della giornata (il meritato riposo!!), spesso si trasforma in un incubo.

Perchè? Leggete e capirete. (altro…)

I controlli su strada: pochi durante il nostro viaggio

Il viaggio on the road è anche l’occasione per scoprire quanti e quali controlli avvengono sulle strade da parte delle polizie europee. Ricordo a chi non avesse seguito il nostro on the road che abbiamo viaggiato dal Belgio alla Spagna, passando per la Francia.

In 5 giorni di viaggio ed oltre 1.800 km tra strade nazionali (per risparmiare sui pedaggi) ed autostrade, sono pochi i controlli che incontriamo e anche le pattuglie sulla strada sono quasi un miraggio. Nella foto che potete vedere sono riuscito ad immortalare al volo l’unica occasione in cui ho visto dei controlli sui camion. Tutte le altre volte (poche, a dir la verità) si è trattato sempre di controlli mirati sui soli automobilisti. (altro…)

[Video] Il terzo giorno da Vita da camionista

È stata davvero una giornata lunga la terza di Vita da camionista. Ieri abbiamo iniziato a guidare alle ore 6:00 e tra carico/scarico, problemi vari, alcune difficoltà nel trovare un’area di sosta sicura e una cena fast al Mc Donald’s (si, è vero non si dovrebbe mangiare cibo spazzatura, come suggerivamo in questo articolo, ma dopo una giornata massacrante voi avreste le forze di cucinare anche un solo uovo alla coque…?), alla fine andiamo chiudiamo gli occhi a mezzanotte. (altro…)

Vestiti da buttare, esperienza da raccontare

Ecco come sono ridotti i miei vestiti dopo 5 giorni on the road per Vita da camionista. Forse la camicia si può ancora salvare, ma il resto no. Troppa ruggine sulla felpa e due grossi buchi non lasciano speranze ai jeans.

Ma è tutto lavoro e sudore che mi hanno fatto capire (e sentire) quanto faticoso sia il mestiere del camionista. Dovevo farlo, altrimenti non aveva senso viaggiare sino a qui. (altro…)

Buona strada Iwona, grazie di tutto

Bye bye Trucking Girl, ciao ciao camionista.

È con un caloroso abbraccio e la promessa di rivederci presto che, dopo oltre 2.800 km e quasi 5 giorni per strada insieme, io ed Iwona ci separiamo. Le nostre “normali vite” ci aspettano. Perché per entrambi questa, di certo, è stata una settimana diversa dal solito. (altro…)

La notte è stata lunga, ma tranquilla

Tutto bene qui a Parigi, io ed Iwona siamo quasi arrivati a destinazione (l’Aeroporto Charles de Gaulle, dove alle 11:00 prenderò il volo per Palermo) dopo una notte che si è rivelata più lunga del previsto. Guidare di notte, specialmente se il giorno prima non si è riusciti a dormire a sufficienza, ti stronca.

Le strade che incontriamo durante il viaggio sono quasi deserte e così, tra il buio e la velocità sempre costante, la noia prende il sopravvento. Per fortuna nulla di particolare ci accade, niente incidenti e nessun camion pericoloso sulla nostra strada.

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I mezzi non circolano, viaggeremo di notte

Come raccontavo prima, oggi, 1 maggio, è la festa dei lavoratori anche in Francia. Quindi c’è il blocco dei mezzi pesanti sino alle 20:00. per noi sarà l’occasione, finalmente, di riposare.

Ma alla fine Iwona ed io ci svegliamo intorno alle 8: nonostante la stanchezza di ieri, il nostro corpo è ormai abituato a svegliarsi presto. Tuttavia, considerato che viaggeremo di notte oggi, Iwona mi suggerisce di stare a riposare il più a lungo possibile: “perchè è molto difficile che durante il pomeriggio riusciremo a dormire a lungo, spesso ci ho provato ma dopo poche ore ti svegli e non riesci proprio a riaddormentarti. Meglio quindi riposare il più possibile adesso”. (altro…)

Dopo 15 ore di lavoro, tutti a letto

Sono ormai le 23 quando io ed Iwona finiamo la cena e siamo pronti per dormire. La giornata è stata lunga. 10 ore di guida e altre 5 tra lavoro e qualche pausa. Insomma, un giorno lungo e faticoso che ci ha visto combattere non poco con i rimorchi che abbiamo trasportato.

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[Video] A cena il secondo giorno incontriamo altri camionisti…

Come scrivevo nel primo post di oggi, ieri sera, mentre cucinavo per Iwona, ho avuto finalmente l’occasione di incontrare altri autisti professionisti (tutti dall’est Europa) che mi hanno raccontato tanti aneddoti riguardanti questo mondo, ho visto i loro occhi spenti dopo anni di turni massacranti aprirsi e questo mi ha fatto piacere. Tra un po’ di vino e qualche sorriso, sono riuscito a conquistarmi la loro fiducia e così hanno risposto a tutte le mie domande, aiutandomi a capire meglio come funziona da queste parti. Per ovvi motivi di privacy non pubblicherò niente su di loro, ma appena avrò il tempo (credo ormai al mio rientro, visto che gli argomenti sono molto delicati) vi racconterò tutto. (altro…)

Dopo 320 km ci fermiamo a Figueres, stanchi

La stanchezza inizia a farsi sentire, Iwona si stiracchia al volante ed io ancora penso a quanta fatica abbiamo fatto per cambiare il nostro rimorchio. Ne abbiamo trovato uno in condizioni davvero brutte, con le porte che si chiudono a colpi di martello e il tetto che dobbiamo rattoppare con qualche cinghia… Ma questo è il lavoro, ti piaccia o no. Dentro il rimorchio fa caldo come in una serra. Per fortuna oggi ci sono solo 25 gradi, non oso immaginare quando in Spagna arriverà l’estate con 35-40 gradi. Povera Iwona, poveri camionisti.

Dopo aver messo in sicurezza il nostro carico (dei pesanti e pericolosi ferri ad H che, se non messi in sicurezza per bene, potrebbero, in caso di incidente, letteralmente ucciderci invadendo la cabina) ci rimettiamo in autostrada in direzione Montpellier. (altro…)

8:45, il nostro carico è out

90 km di guida in direzione Reus ci portano alla Nanta, azienda di mangimi spagnola con una ventina di sedi in tutta la Spagna. Qui Iwona mi dice che, per motivi di sicurezza, dobbiamo indossare il gilet catarifrangente prima di uscire dal camion.

Indossasti i gilet ci dirigiamo verso l’ufficio della fabbrica dove lasciamo i documenti di viaggio e ci autorizzano ad andare sulla “bascula”, una speciale bilancia che peserà il camion prima e dopo lo scarico per controllare che tutto sia conforme ai documenti di viaggio.

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Sveglia alle 5:30, alle 6 già per strada, ma con tanto da raccontare

Sveglia prestissimo per il terzo giorno di Vita da camionista, alle 5:30 sono già sotto la doccia. Iwona mi aspetta sul camion per le 6, “l’azienda mi ha appena inviato il piano per domani, alle 6 dobbiamo partire” mi dice Iwona ieri sera verso ora di cena. E così faccio di tutto per essere puntuale, alla fine ci riesco.

Ma siamo entrambi visibilmente stanchi… ieri, alla fine, siamo andati a letto tardi. “Colpa” della cena finita ad ascoltare gli interessanti racconti di quattro camionisti che abbiamo incontrato durante la nostra cena nella stazione di servizio “Porta de Barcellona”.

Ecco perchè non ho avuto materialmente il tempo di aggiornare il blog, dalle 18 (ora in cui siamo arrivati a Barcellona ed ho iniziato a cucinare) sino a oltre mezzanotte sono rimasto ad ascoltare con interesse il racconto di qualcuno che questo mestiere lo respira da oltre 10 anni e ha tanto da raccontare…

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